In attesa del Diapo, vi svelo che  l'insolito rosone  si trova a 70 km da Roma, sui monti Cimini, nell' Abbazia costruita  dai Cistercensi che domina la Tuscia viterbese ... ci troviamo a San Martino al Cimino

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Già nell'838 esisteva  una comunità di monaci benedettini ... poi, nel 1145 i monaci cistercensi provenienti dalla Savoia sostituirono i benedettini e nel 1207 giunsero altri monaci cistercensi direttamente dalla "casa madre" di Pontigny.

 

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Nei primi anni del XIII sec. iniziarono i lavori di ampliamento della chiesa e del monastero. La chiesa fu consacrata nell'anno 1225.

Intanto, come spesso accadeva, un centro abitato si stringeva attorno all' Abbazia di S.Martino ai Monti per ricevere difesa in caso di pericolo... 

 

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Dopo varie vicissitudini, nel 1462  il cardinal Francesco Piccolomini (futuro Papa Pio III ), nipote di Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II), diede inizio a grandi lavori di restauro dell'Abbazia e del monastero fatiscente.

 

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La sala Capitolare, anticamente detta Sala del Trebbio, fu edificata dai monaci cistercensi nella prima metà del XII secolo. 

Il Cardinale Alessandro Farnese, tra il 1503 e il 1523, commissionò a Taddeo Zuccari e Luzio Romano gli affreschi della volta.

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Accanto alla Sala Capitolare,  il piccolo Museo ... 

 

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Nel 1645 Donna Olimpia Maidalchini Pamphili (1594-1657) cognata di Giambattista Pamphili   (Papa Innocenzo X) ottenne l’Abbazia di S.Martino ai Monti ...  da quel momento fino alla sua morte, questa donna volitiva e tanto bistrattata dagli storici, si occupò attivamente della comunità dei quattrocento abitanti raccolti attorno al monastero Cistercense, migliorandone le condizioni di vita, creando due scuole e servizi sociali innovativi per l'epoca...

 

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... sviluppò il borgo affidando la trasformazione radicale del tessuto urbano di San Martino al Cimino all’architetto Marcantonio De Rossi che ne fece un capolavoro di urbanistica.  

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Per ripopolare il borgo la "Pimpaccia" convinse Innocenzo X a concedere la libertà a quei galeotti della darsena di Civitavecchia che avessero accettato di lavorare all'ampliamento del borgo di S.Martino al Cimino.

Lei, alle ragazze senza dote  dei sobborghi di Roma che non avevano altra prospettiva che la prostituzione, proponeva di vivere nel nuovo paese, offrendo loro una dote, un marito, una casa ...

Alle giovani famiglie che si sarebbero formate, Donna Olimpia concedeva l’esenzione delle tasse per i primi due anni di matrimonio.

 

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Morto Innocenzo X, Donna Olimpia si ritirò nel suo palazzo di San Martino al Cimino, l’antico Palatium Parvum dei monaci alla cui ristrutturazione avevano lavorato architetti della scuola romana facenti capo a Francesco Borromini ...  qui, quattro anni dopo, morirà di peste...

 

 

Per gentile concessione dell’Abbazia e Confraternita di S.Martino al Cimino.

 

 

 

 

 

 

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